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La lezione di Paulo Dybala

La chiamano Joya, quella pazza voglia di felicità, l’inebriante leggerezza del vivere, lo scorrere vibrante di serenità che, a volte, coincide con l’adrenalina. Forse un semplice sospiro di sollievo.

Così almeno ieri, dove tanta Joya è scoppiata alla notizia – decisamente inaspettata – della permanenza di Paulo Dybala alla Roma. 

Sembrava, del resto, ormai finita la lunga avventura italiana dell’argentino che, dopo i primi passi al Palermo, aveva incantato alla Juventus e poi nella Capitale.

Talento purissimo, capace di giocate d’alta scuola, pur tradito da una struttura non semplice e che spesso lo ha fatto inciampare in infortuni e momenti di buio. 

La Joya, però, si è sempre rialzata, conquistando per viso pulito e tecnica milioni di appassionati che, in lui, hanno rivisto l’essenza vera del calcio. Un giocoliere, un dieci classico, l’ultimo rimasto alle nostre latitudini.

Perché amiamo Paulo Dybala

La storia è nota: Paulo Dybala in Arabia, come tanti altri (ex) beniamini dei tifosi. Un ingaggio monstre (si racconta di 25 milioni l’anno) e un nuovo mondo pronto ad osannarlo.

Sembrava fatta, è cambiato tutto nel tardo pomeriggio di ieri, quando lo stesso Dybala ha dato appuntamento al match contro l’Empoli che, a questo punto, si prospetta qualcosa di più di un semplice incontro.

Sì perché l’abbraccio dell’Olimpico, domenica alle 20.45, sarà totale. Inevitabile alla luce di quanto successo, al rischio corso, alla storia rimodellata in senso prettamente romantico.

Dybala Roma

Gli scenari e il mercato

C’è che una Roma senza Dybala sarebbe stata difficile da ricollocare in senso ambizioso e che ad una settimana dalla fine del calciomercato la sostituzione dell’argentino avrebbe creato grattacapi enormi.

Non sappiamo cos’altro è scattato e quali cavilli – su cui già oggi più di qualcuno sottolinea – siano emersi fra società e calciatore. Da qualunque parte la si veda è certo che, per una volta, il peso specifico della maglia già indossata ha prevalso sui cinici soldi. 

Crediamo che, salvo clamorosi altri colpi di scena, la vicenda Dybala abbia già conquistato lo scettro di “più bella cosa del mercato”. Questa volta, certo, non si è trattato di un cambio di maglia o di un acquisto milionario, ma la permanenza di Dybala vale lo stesso una punizione ben calciata all’incrocio dei pali.

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Davide Giangaspero

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