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Champions League, dall’Helsingborg al Malaga: il ballo delle Cenerentole dimenticate

Dalla prossima stagione la Champions League cambierà format e l’edizione che prenderà il via martedì 19 settembre, sarà l’ultima con quello attuale che é in uso dall’annata 1992/1993. In questi anni hanno preso parte alla competizione 138 squadre suddivise per 34 nazioni.

Fra queste ce ne sono alcune che contano una sola partecipazione: possiamo ricordare l’Artmedia Bratislava e l’Helsingborg che hanno incontrato l’Inter nel loro cammino, passando per l’Astana, l’Otelul Galati e il Malaga

I kazaki che portano il nome della capitale, sono la squadra più ad est che abbia mai partecipato alla più importante competizione europea per club dato che il Kazakistan é situato in territorio asiatico ma la nazionale e le squadre di club sono affiliate alla UEFA. Nel 2015/2016 inseriti nel girone con Atletico Madrid, Benfica e Galatasaray riuscirono a pareggiare 4 partite su 6, costringendo spagnoli e portoghesi a due trasferte da oltre 5000 e 6000 km.

Il 5 maggio 2002 é una data che i tifosi interisti non vogliono ricordare: l’anniversario della sconfitta con la Lazio che é costata uno scudetto. Ma c’é un altro episodio che risale ad un paio di anni prima ed é  sbarrato con una croce rossa sul calendario: il 23 agosto 2000 dopo la partita di andata persa in Svezia contro il modesto Helsingborg, i nerazzurri al Meazza nel ritorno, falliscono con Recoba il rigore che avrebbe portato la sfida ai supplementari. Sorprendente e cocente eliminazione nel preliminare di Champions League. Nel proseguo della competizione gli scandinavi chiusero all’ultimo posto il girone ma riuscendo a pareggiare in casa del Bayern Monaco.

Nella stagione 2005/2006 é un’altra Cenerentola ad incrociare il cammino dei nerazzurri. Si tratta degli slovacchi dell’Artmedia Bratislava, che grazie all’omonima società proprietaria del club vinsero il campionato nella stagione precedente: furono loro ad aprire le danze nel girone venendo battuti di misura 0-1 tra le mura amiche. Riuscì a mancare la qualificazione agli ottavi di un solo punto, tenendo testa a Rangers e Porto.

Tra le squadre spagnole vanta una partecipazione alla coppa dalle grandi orecchie anche il Malaga. La prima società europea ad avere una proprietà araba, nel 2012/2013 gli andalusi non c’entrarono l’approdo alla semifinale solo grazie ad una prepotente rimonta del Borussia Dortmund nei quarti di finale.

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Carmine Buonanno

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