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Sorrisi amari a Parigi: Djokovic perde in finale ma torna il numero uno

Una sconfitta a sorpresa nella finale parigina contro il russo Khachanov non impedisce a Djokovic di ritornare al primo posto dopo la resa di NadalEra un primato già annunciato in settimana, dopo il ritiro dell’acciaccato Rafa Nadal dal torneo di Parigi- Bercy. Novak Djokovic poteva segnare il suo ritorno in cima con una vittoria del torneo , soprattutto dopo aver superato in una semifinale titanica l’avversario di sempre: Roger Federer. Ma, purtroppo non è andata così. Sulla striscia positiva stagionale di vittorie (22 consecutive) e trofei (5 tornei vinti) del serbo si è presentato un giovane gigante russo a rovinare la festa: Karen Khachanov. Dopo una partenza alla pari, con il serbo più sicuro al servizio, arriva la palla break per Djokovic solo al quarto game, e la sfrutta egregiamente. Ma il controbreak arriva subito dopo con il russo che approfitta degli errori al rovescio dell’avversario. Il recupero infervora Khachanov che ottiene il game di servizio lasciando Nole a zero. Il pari si mantiene solo fino al dodicesimo game con il russo che gioca per il set e lo ottiene con un recupero pazzesco (da 0-30) e un dritto formidabile: 7-5. Nel secondo set Khachanov prova a mettere subito all’angolo l’avversario e al quarto game, dopo ben tre palle break, ottiene il vantaggio meritato, con un altro errore di rovescio del serbo. Questo game risulterà decisivo. Il russo prova sin da subito a chiudere il match, ma Djokovic salva tre palle break sul 4-2 e conquista il suo turno di servizio. Il gigante russo mette in gioco la propria forza e sfianca definitivamente Nole che al primo match point dell’avversario sbaglia nuovamente con il rovescio mandando fuori. Arriva così la prima vittoria di un Masters 1000 per il 22enne Karen Khachanov, sperando sia la prima di una lunga carriera, e ritorna in cima alla classifica ATP  Novak Djokovic, dalla quale mancava da quasi due anni. A Parigi si conclude così quel gioco di specchi che ha incrociato storie di nuove promesse e “vecchie” glorie: le prime intente ad emergere, le seconde concentrare a mantersi. Nell’illusione di un passaggio di testimoni che ancora tarda ad arrivare. Da Parigi si passa adesso velocemente a Londra, per chiudere un anno in cui ha dominato quella triade (Federer-Nadal-Djokovic) che tutti conosciamo bene e  che sembra non aver proprio voglia di lasciare largo ai giovani.

Giuseppe Cambria

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