– di Marco Vigarani –
Il guizzo di Chiesa al Dall’Ara aveva allungato leggermente la coperta, ma la trasferta in Portogallo ha mostrato una volta per tutte quanto che il ct Mancini dovrà fare un vero miracolo. L’Italia oggi è una Nazionale ben oltre la fine di un ciclo, arrivata logora al futuro crogiolandosi troppo a lungo nella gloria del 2006 senza costruire nulla. Mancano leader a cui affidarsi, mancano talenti che decidano le partite e mancano gregari affidabili. Rivoluzionare la formazione rispetto alla gara contro la Polonia è stato praticamente inutile perchè l’avversario lusitano, pur privo di CR7, si rivela subito un ostacolo ben superiore alle attuali capacità degli Azzurri. Solo le parate di Donnarumma evitano che il vantaggio dei padroni di casa arrivi prima e con esso probabilmente anche un successo più ampio. Le occasioni italiane nel primo tempo in realtà ci sono ma appaiono come casualità estemporanee di una squadra incapace di gestire il pallone ma anche le spaziature sul campo.E così ecco che ad inizio ripresa Bruma si invola sulla fascia, serve al centro un pallone prezioso per l’ex carneade milanista Andrè Silva ed il castello di carte di Mancini crolla. L’Italia a quel punto sbanda paurosamente e perseguendo l’idea puramente teorica del pareggio finisce per esporre il fianco a reiterati tentativi di raddoppo del Portogallo che legittima ampiamente i successo. Il ko inizia a far temere il peggio: non dimentichiamoci infatti che la Nations League consente di avere accesso a qualche posto utile per gli Europei ma prevede anche le retrocessioni di categoria e finora l’Italia sembra una serissima candidata a questo disonore. Amara ma realistica l’analisi del ct Mancini al termine della gara: “Un ragazzo giovane italiano non gioca ad alti livelli, quindi è normale che abbia qualche difficoltà alle prime esperienze. Non sono preoccupato perchè obiettivo è fare la squadra per qualificarci agli Europei. Se criticano me non è un problema, ma i ragazzi devono esserci solo critiche positive perchè vanno aiutati e spinti“. PORTOGALLO-ITALIA 1-0 Portogallo (4-3-3): Rui Patricio; Cancelo, Pepe, Ruben Dias, Mario Rui; Pizzi (29′ st Renato Sanches), Ruben Neves, Carvalho (41′ st Oliveira); Bernardo, André Silva, Bruma (31′ Gelson Martins). All.: Santos Italia (4-3-3): Donnarumma; Lazzari, Caldara, Romagnoli, Criscito (29′ st Emerson); Chiesa, Cristante (34′ st Belotti), Jorginho, Bonaventura; Zaza, Immobile (12′ st Berardi). All.: Mancini Arbitro: Collum Marcatori: 3′ st André Silva Ammoniti: Neves, Pepe (P), Criscito, Chiesa, Berardi (I)
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