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Ritorno allo Stadium che fa rumore: la storia non si dimentica

C’è la stella che porta il suo nome nello stadio della Juventus. Ci sono le voto che lo ritraggono, dentro lo Stadium,  da giocatore esultare dopo un gol. Al museo della Juventus ci sono le immagini delle sue vittorie, della Champions League vinta, delle partite con la fascia di capitano. Anche le immagini da allenatore che riporta la squadra alla vittoria dopo gli anni bui di calciopoli. L’allenatore della Juve che inaugura il nuovo stadio e che per primo vince in quello stadio un campionato.

C’è l’orgoglio di rivendicare la sua juventinità ogni volta che ha vestito i colori bianconeri. C’è il coraggio di non aver mai rinnegato la sua appartenza anche quando ha guidato squadre avversarie acerrime della Juventus come Inter prima e il Napoli ora. 

Nessuno però ha mai sollevato un dubbio sul fatto che darà sempre il meglio per la propria squadra e che saprà tirare fuori qualcosa in più quando incontra la squadra in cui ha militato per 13 anni e che ha allenato per 3 stagioni vincendo altrettanti scudetti. Perché Antonio Conte è sempre stato, da giocatore e da manager, un esemplare professionista.

I tifosi però non dimenticano quell’addio frettoloso a pochi passi dall’inizio di una nuova stagione, ne dimenticano i contrasti con la vecchia proprietà e quel dito medio indirizzato verso la dirigenza in occasione di un Inter-Juventus di coppa Italia. 

Conte

Il paradosso

Ne sono passati di anni, da quando Conte ha lasciato la Juventus. Ne sono successe di cose. Anche da separati hanno continuato la loro carriera vincente. E nel corso degli anni si è anche sfiorato il ritorno, chissà quanto da vicino o solo come suggestione.

Però quella di domani sarà la prima volta che Antonio Conte affronterà i suoi tifosi, in quello che è stato il suo stadio da avversario. 

Per lui sarà la quarta volta allo Stadium da avversario ma, paradossalmente, sarà la prima volta che troverà i suoi ex tifosi che nei precedenti incontri erano assenti causa Covid.

Questa è la prima volta che ritroverà lo stadio pieno, la Curva Sud di cui è sempre stato un idolo. Sarà interessante scoprire quale accoglienza gli riserverà il pubblico più caloroso.

Cosa sarà

Sarà emozionato Antonio Conte ma soprattutto concentrato sul suo obiettivo: riportare il Napoli allo scudetto dopo un anno travagliato. Missione che gli riuscì al primo colpo con la Juventus dei settimi posti e che poi ha ripetuto con Inter con la vittoria dello Scudetto nella stagione 2020-2021.

Le sue parole della vigilia sono un sunto esemplare dell’uomo e del professionista: “… ovviamente la mia storia non si cancella: tredici anni da giocatore in cui sono stato anche capitano. Abbiamo vinto praticamente tutto, poi ho avuto anche la fortuna di essere allenatore e ho dato il via, in tre anni, ad un ciclo storico di nove scudetti. Come calciatore puoi scegliere una squadra per tutta la vita. In panchina è impossibile. Sono già stato in altre piazze e naturalmente darò il massimo per il Napoli senza tralasciare un pizzico di emozione quando entrerò allo Stadium. E’ stato inaugurato quando io ero l’allenatore e per la prima volta ci tornerò da avversario con il pubblico».

E quale sarà invece l’emozione dei tifosi. Prevarrà il risentimento per l’abbandono improvviso, per il tradimento patito nel vedere il capitano di tante battaglie festeggiare sotto bandiere odiate?

Oppure il rispetto per il professionista, l’affetto per il capitano di tante battaglie, il condottiero che ha riportato la Juventus a festeggiare con orgoglio i propri successi? Staremo a vedere. E voi da che parte state?

Antonio Conte e Romelu Lukaku ai tempi dell’Inter (ph. Image Sport)
Pino Caligiuri

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