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Juventus, focus su Vlahovic: si sbatte e gioca per la squadra, ma il gol quando arriva?

Corre e rincorre gli avversari, difende, contrasta e fa salire la squadra: prestazioni che non si mettono assolutamente in discussione quelle di Dušan Vlahovic sotto il piano del sacrificio e dell’impegno, ma c’è un piccolo dettaglio: è uno degli attaccanti più forti in Serie A ma fatica a trovare ancora il gol e continuità di rendimento sotto porta. 

Partenza sprint, poi il digiuno che sembrava essersi interrotto con l’Inter

Il centravanti serbo ha cambiato il suo stile di gioco da quando indossa la maglia bianconera. Non è più il bomber spietato e a volte un po’ egoista della Fiorentina, ma adesso gioca più per la squadra che per se stesso. Il risultato? Tanta dedizione, tanto gioco di squadra ma pochi gol – solo 5 -, e di questo se ne è resa conto anche la Gazzetta: “Il 9 della Juve è più vicino a quello che vorrebbe Max Allegri in fase di non possesso: perché gioca più per la squadra e meno per sé stesso. Certo la componente dei gol non è banale e non passa inosservato, specie dopo il gesto fatto nell’ultima gara col Genoa in favore di Federico Chiesa”. 

Dušan Vlahovic

Il rigore lasciato a Chiesa

In occasione del rigore assegnato alla Juve contro il Genoa, Vlahovic – rigorista designato – ha lasciato il tiro dagli 11 metri al compagno di squadra, che ha poi messo a segno spiazzando il portiere: “Dusan potrebbe aver concesso al compagno e amico la possibilità di tornare al gol, dopo oltre due mesi di nulla anche per lui, considerato che il calcio di rigore se lo era anche conquistato personalmente. Non sembra poi così casuale l’ultimo messaggio social pubblicato dal centravanti su Instagram: “Tu sai, noi sappiamo”, si legge su una immagine che lo immortala in un abbraccio con Chiesa. Parole che, unite alle coccole ricevute dai compagni a Marassi, potrebbero rendere Dusan più uomo squadra che solista”. Un gesto encomiabile, che fa capire come l’attitudine dell’ex Viola e Partizan sia cambiata in direzione di un aiuto costante alla squadra, spendendo però delle energie vitali per la freddezza sotto porta, uno degli elementi principali in un attaccante di razza. Vale allora chiedersi: chi è il vero Dušan Vlahovic? Il mostro di Firenze cinico e freddo sotto porta, o il soldato di Allegri, che aiuta tanto la squadra ma che segna molto meno? 

Leggi anche: Genoa-Juventus, ironia Zangrillo: “Polemiche arbitrali? Sto cercando di capire una cosa”

Mattia Musso

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Mattia Musso

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