Il Manchester City giocherà in Champions nelle stagioni 2020/2021 e 2021/2022. Il Cas di Losanna ha, infatti, accolto il ricorso dei Citizens contro la squalifica commissionata dall'Uefa a causa della presunta violazione del Fair Play Finanziario dal 2012 al 2016. Nonostante il club di Khaldun al-Mubarak non sia stato collaborativo con l'Uefa durante le indagini, dato riconosciuto anche dalla Corte Arbitrale per lo Sport, non c'è stata alcuna infrazione delle norme dell'FFP nelle annate in questione, ma la società inglese sarà costretta a pagare una multa di 10 milioni di euro nei prossimi 30 giorni. Ad emanare la sentenza definitiva sono stati i giudici Ulrich Haas, Andrew McDougall e Rui Botica Santos. Una decisione, la loro, legittima ma di certo densa di incongruenze. Per quale motivo, infatti, qualora l'accusa dell'Uefa non fosse veritiera, il City dovrebbe pagare una multa ridotta di ben 20 milioni di euro rispetto a quanto stabilito dal primo verdetto dell'Uefa. Qualcosa non quadra, o meglio, pare non la si voglia far quadrare.
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